7— 10.09.2023  16.00 / 20.00
Bunkervik

Via Federico Odorici 6

SONICOSMOS

Installazione audio/luci
durata 25’
Partecipazione gratuita
Ingresso max 15 persone per volta
PROGETTO SOSTENUTO DALLA FONDAZIONE CARIPLO / IMAGINARY LANDSCAPES / PROGETTO SPECIALE B(B)AO23 – BERGAMO BRESCIA CAPITALE DELLA CULTURA 2023

Ideato e realizzato da:
Sandro Bardelli, Claudia Ferretti, Giorgio Presti, Maurizio Rinaldi, Stefano Mazzanti

Una galassia è un insieme di centinaia di miliardi di stelle. Ci sono galassie giovani, che hanno cominciato ora a far nascere nuove stelle dai gas che le costituiscono, e ci sono galassie vecchie, che hanno esaurito i loro gas, terminando così il processo di formazione stellare. Alcune galassie formano stelle velocemente e altre lentamente. Esistono galassie di grandi dimensioni e galassie più piccole, con più o meno stelle. Ci sono galassie luminose e galassie di un tenue bagliore. Ci sono galassie vicino a noi e galassie lontane che si perdono negli albori del cosmo. SoniCosmos è una traduzione in suono dei dati dell’Universo raccolti dagli scienziati. In occasione del festival RAAA la sonificazione dialogherà con l’installazione del light designer di Stefano Mazzanti.

Il team di SoniCosmos è un melting pot di artisti e scienziati, composto da: Claudia Ferretti (sensorialista, songwriter e sound artist); Sandro Bardelli (astronomo presso l’Istituto Nazionale di Astrofisica); Maurizio Rinaldi (chitarrista, compositore e performer di musica elettronica); Giorgio Presti (musicista, sound artist e ricercatore nel campo del Sound and Music Computing); Stefano Mazzanti (artista visivo e lighting designer).

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Arthur Lisko

ARTHUR LISKO è il progetto auto-prodotto di Pietro Arthur Antonicelli che compone e registra sovraincidendo uno strumento alla volta per poi portare dal vivo i pezzi con una formazione che riadatta flessibilmente i brani live.

Biografia

ARTHUR LISKO è un musicista e produttore nato e cresciuto nella cittadina di Gavardo, la musica suonata dai suoi genitori l’ha sempre circondato ma l’approccio scolastico agli strumenti non l’ha mai affascinato, verso i 17 anni scopre la chitarra e prova a giocare con degli accordi inventati, con qualche dritta riesce a sentirsi abbastanza a suo agio da comporre dei piccoli brani chitarra e voce.

Durante la quarantena incide il suo primo album in inglese “People Don’t Care” dal suono indie nord americano, per poi spostarsi verso l’intimità dell’italiano con “Daltonismi – EP” 2 anni dopo, con una spinta a volte quasi psichedelica.

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