Dopo aver trascorso gran parte degli ultimi anni concentrandosi sull’evoluzione del suo strumento, il drummophone, l’uscita di ZERO,999… su OOH-sounds ha rivelato un nuovo paradigma nel lavoro e nella carriera di La Foresta. In questo nuovo album raccoglie frammenti di performance dal vivo e installazioni site-specific realizzate nell’ultimo decennio, reimmaginandoli come elementi compositivi che si intrecciano a registrazioni recenti in studio e a varie collaborazioni. Attraverso strategie combinatorie ispirate ai racconti dei tarocchi di Italo Calvino ne Il castello dei destini incrociati, La Foresta ha forgiato una suite di undici brani visceralmente potenti, in cui suono e tempo vengono comunicati simultaneamente su differenti scale. Questo nuovo live porta in scena strumenti acustici e digitali in un ambiente immersivo creato dalle sculture di Roxy Ceron e dal light design di Akasha, rivelando una narrativa nascosta dell’album in una performance musicale in cui questi elementi decostruiscono e riarrangiano l’idea di un tarocco mancante: la Torre.
RICCARDO LA FORESTA
Riccardo La Foresta è un percussionista e sound artist la cui ricerca negli ultimi anni si è mossa tra diverse pratiche legate al suono. Dal 2015 si dedica allo sviluppo del Drummophone, uno strumento ad aerofono ricavato dai tamburi che genera droni acustici, melodie ancestrali e battiti complessi, distanziando drasticamente lo strumento dalla tradizione percussiva e mettendo in discussione il ruolo del tamburo come strumento percussivo. Parallelamente realizza performance site-specific, sculture sonore e installazioni, senza limitazioni strumentali o musicali. Oscillando tra musica sperimentale e improvvisata, sound art e avant-rock, ha suonato e presentato installazioni sonore in festival e spazi come Unsound, Berghain – CTM, Terraforma, Sonica, OSA, Skanu Mesz, UH, Sacrum Profanum, LisboaSoa, LOST, Robot, AngelicA, Cafè Oto, Tempo Reale, Romaeuropa e altri. Ha lavorato come curatore musicale per il festival NODE di Modena, città in cui vive e dove cura un programma di residenze artistiche a La Torre. Ha pubblicato musica su etichette come Subtext Recordings, OOH-sounds, Kohlhaas, Improved Sequence, Yerevan Tapes, e la sua musica è stata trasmessa in tutto il mondo, in particolare su BBC Radio, Radio France, East Village Radio, Radio 3, NTS. Nel 2021 è stato selezionato come artista Shape Platform, e nel 2023 ha creato un’installazione per UNESCO Media Arts.
AKASHA
Akasha, alias Riccardo Franco-Loiri, è un artista visivo e performer che sviluppa la sua ricerca nell’astrattismo ibridando materia e digitale, esplorando l’estetica post-internet e l’arte visiva attraverso le potenzialità del codice e della luce, approfondendo la relazione tra percezione e rappresentazione. I suoi lavori spaziano dal videomapping architettonico a performance immersive e installazioni audiovisive. Nel 2018 ha co-fondato lo studio High Files, specializzato in visual design per spettacoli musicali e teatrali, videomapping ed esperienze museali immersive. Le sue installazioni video e performance sono state presentate in contesti come Mutek.Japan, Outline Festival, W1 Gallery London, Aiff Venice Film Festival, Constellation de Metz, Nextones, Seeyousound, Bright Leipzig.
ROXY CERON
Roxy Ceron è una visual artist SFX che lavora principalmente con fotografia e video, design di sculture ed effetti visivi (SFX). La sua ricerca parte dallo studio della distorsione e riflessione di vari materiali industriali messi in relazione con la luce naturale e artificiale, indagando tecniche visive che si connettono al mondo digitale, alla musica e al cinema. Ha partecipato e collaborato a vari progetti e residenze artistiche, tra cui Biennale College con il collettivo transghost (vincitore della Biennale Teatro nel 2021), Umanesimo Artificiale con Aun Helden per il progetto performativo Fenomeno, Associazione Barriera con Dylan Kerr per la performance site-specific Meditation of the Harmonie series III, Centrale Fies con Spiral Space insieme ad Ambra Castagnetti. Ha curato insieme a Katatonic Silentio l’installazione A/V XENO a Palazzo Brancaccio, nata da una riflessione sul complesso rapporto tra genere e tecnologia. Dal 2021 al 2024 è stata co-fondatrice e art director del progetto hyperobjects.
ARTHUR LISKO è il progetto auto-prodotto di Pietro Arthur Antonicelli che compone e registra sovraincidendo uno strumento alla volta per poi portare dal vivo i pezzi con una formazione che riadatta flessibilmente i brani live.
Biografia
ARTHUR LISKO è un musicista e produttore nato e cresciuto nella cittadina di Gavardo, la musica suonata dai suoi genitori l’ha sempre circondato ma l’approccio scolastico agli strumenti non l’ha mai affascinato, verso i 17 anni scopre la chitarra e prova a giocare con degli accordi inventati, con qualche dritta riesce a sentirsi abbastanza a suo agio da comporre dei piccoli brani chitarra e voce.
Durante la quarantena incide il suo primo album in inglese “People Don’t Care” dal suono indie nord americano, per poi spostarsi verso l’intimità dell’italiano con “Daltonismi – EP” 2 anni dopo, con una spinta a volte quasi psichedelica.