EPRC sono Elisabetta Porcinai e Roberto Crippa. Una pratica collaborativa che si muove tra Berlino, Milano e Londra, sospesa tra composizione istantanea, spoken word e sintesi sonora. Nella loro poetica, il corpo è l’unità essenziale attraverso la quale sondare la realtà e misurarsi con essa. Percezione sensoriale e paesaggi interiori sono distillati in atmosfere dense e al contempo rarefatte sulle quali si stagliano le parole, la voce, i ritmi – ossessivi e angolari. Sonorità materiche sono giustapposte come masse scultoree, ora con ruvidezza brutalista, ora come banchi di nebbia che sfumano i contorni del visibile. Poetica e narrativa sono costruite sull’alternarsi di tessiture cinematiche di synth, cori rarefatti e improvvise incursioni distorte di harsh noise. Per questa edizione di BAO, EPRC ripartono da “BODIES” (Stray Signals), il loro album di esordio, ne estraggono i componenti essenziali e li articolano in una performance site specific per voce e live electronics pensata per abitare gli spazi del CARME, sfruttandone i recessi, i piani, le altezze e risonanze per creare volumi di suono.
ROBERTO CRIPPA
Roberto Crippa è un sound artist e musicista sperimentale che vive e lavora fra Milano e Londra. Attraverso un approccio scultoreo alla materia sonora esplora le possibili relazioni tra le qualità fisiche ed emotive della percezione, trasformando l’ambiente fisico dell’ascoltatore in paesaggi sonori viscerali e immersivi. Negli ultimi quindici anni si è esibito in molte venues europee di rilievo e ha pubblicato gli LP “REVERSE” (We Can Elude Control), “SELENIC” (Portals Editions) e “ASCENT” (Second Sleep).
ELISABETTA PORCINAI
Elisabetta Porcinai è un’artista transdisciplinare e autrice di base a Berlino. Nella sua pratica – incentrata sulla percezione e la relazionalità intermediale – si fondono poesia, arte visiva, performance e sound art. Oltre ad EPRC, Elisabetta è parte del duo “Aperture” (“Threads”, Subtext; “Stanze”, Stray Signals). Ha partecipato a esibizioni in Italia e Germania e si è esibita presso istituzioni come il Museo Serralves, NUB, Klang, KM28, Spazio Contemporanea, Standards, Casa degli Artisti, Settantaventidue.
ARTHUR LISKO è il progetto auto-prodotto di Pietro Arthur Antonicelli che compone e registra sovraincidendo uno strumento alla volta per poi portare dal vivo i pezzi con una formazione che riadatta flessibilmente i brani live.
Biografia
ARTHUR LISKO è un musicista e produttore nato e cresciuto nella cittadina di Gavardo, la musica suonata dai suoi genitori l’ha sempre circondato ma l’approccio scolastico agli strumenti non l’ha mai affascinato, verso i 17 anni scopre la chitarra e prova a giocare con degli accordi inventati, con qualche dritta riesce a sentirsi abbastanza a suo agio da comporre dei piccoli brani chitarra e voce.
Durante la quarantena incide il suo primo album in inglese “People Don’t Care” dal suono indie nord americano, per poi spostarsi verso l’intimità dell’italiano con “Daltonismi – EP” 2 anni dopo, con una spinta a volte quasi psichedelica.