Sabato 12 luglio 2025
Gardone Val Trompia
H17:30

Performance-concerto — Richiamo (se fosse
nel silenzio che i merli si parlano)

NICOLA DI CROCE
E MARTA MAGINI

Richiamo (se fosse nel silenzio che i merli si parlano)” sviluppa una pratica di conversazione sulla scena che interroga il valore performativo di due corpi impegnati nell’atto di produrre suoni, ascoltarli, registrarli per ascoltarli ancora. 


La performance entra in dialogo con spazi ogni volta diversi e con le loro caratteristiche acustiche, sperimentando un linguaggio coreografico e drammaturgico in cui il corpo è a servizio del suono e del silenzio.

Evento inserito nel progetto B(b)AO BERGAMO BRESCIA ART OBSERVATORY 2.0 (2025_2026) realizzato con il sostegno di Fondazione Comunità Bresciana.

NICOLA DI CROCE E MARTA MAGINI

La collaborazione tra Magini e Di Croce esplora le potenzialità dello scambio epistolare per la creazione artistica, sonora e performativa. Lavorano alla performance “Swinging is like saying no no no” (2023) e alla performance-concerto “Richiamo” (2024) presentate in occasione di numerosi festival nel territorio nazionale. 

Nicola Di Croce è artista sonoro e ricercatore  focalizzato sul rapporto tra Studi Urbani

e CulturaSonora; è membro fondatore del centro studi SSH! Sound Studies Hub e docente di Sound design presso l’Università Iuav di Venezia. 

Marta Magini è artista e performer interessata alla ritualità del corpo e al rapporto tra produttività e improduttività nell’atto performativo. Si laurea in Arti Visive allo Iuav e frequenta il Master MAP_PA in Arti Performative al Mattatoio (RM).

_DSC6394_bassa - Marta Magini
0030_30A000663060030 - Pietro Arthur Antonicelli

Arthur Lisko

ARTHUR LISKO è il progetto auto-prodotto di Pietro Arthur Antonicelli che compone e registra sovraincidendo uno strumento alla volta per poi portare dal vivo i pezzi con una formazione che riadatta flessibilmente i brani live.

Biografia

ARTHUR LISKO è un musicista e produttore nato e cresciuto nella cittadina di Gavardo, la musica suonata dai suoi genitori l’ha sempre circondato ma l’approccio scolastico agli strumenti non l’ha mai affascinato, verso i 17 anni scopre la chitarra e prova a giocare con degli accordi inventati, con qualche dritta riesce a sentirsi abbastanza a suo agio da comporre dei piccoli brani chitarra e voce.

Durante la quarantena incide il suo primo album in inglese “People Don’t Care” dal suono indie nord americano, per poi spostarsi verso l’intimità dell’italiano con “Daltonismi – EP” 2 anni dopo, con una spinta a volte quasi psichedelica.

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